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Aceto Balsamico Tradizionale di Modena: le caratteristiche

L’Aceto Balsamico Tradizionale di Modena è frutto delle particolari caratteristiche pedoclimatiche e della varietà delle uve tipicamente coltivate nel Modenese, unitamente all’arte della cottura dei mosti e delle amorevoli procedure dei travasi annuali fra le botticelle delle acetaie.

Per la produzione dell’Aceto Balsamico Tradizionale di Modena vengono utilizzate uve tipiche modenesi, per lo più Trebbiano e Lambrusco, Spergola e Berzemino, senza addizione di altre sostanze.

Dopo la pigiatura dell’uva e ancor prima di iniziare la fermentazione, i mosti sono sottoposti a cottura in caldaie a cielo aperto, a pressione ambiente, fino a raggiungere una concentrazione dal 30 al 50%.

Dopo un lungo periodo di decantazione, il mosto cotto inizia una naturale e contemporanea reazione di fermentazione e biossidazione acetica ad opera di lieviti e acetobatteri. Il prodotto subisce quindi una fase di trasformazione detta maturazione che è di fondamentale importanza per la formazione dei tipici profumi del Balsamico.

Segue poi la fase di invecchiamento durante la quale le caratteristiche dell’Aceto Balsamico guadagnano l’ottimale affinamento. Le tre fasi si succedono in serie di botticelle di legni diversi (per lo più rovere, castagno, gelso, ciliegio e ginepro) e di volume decrescente e variabile da 75/100 litri a 10 litri circa.

Ogni legno cede all’aceto una particolare caratteristica: il castagno ricco di tannini contribuirà al colore scuro, il gelso concentrerà il prodotto più velocemente, il ginepro cederà le essenze resinose, il ciliegio addolcirà il sapore mentre il rovere, legno prezioso per l’aceto già maturo, gli conferirà un tipico profumo vanigliato.

La differenza fra la capacità delle botticelle è richiesta dalla necessità di compiere nel modo appropriato i travasi annuali. Questi consistono nel riportare a livello l’aceto delle botticelle con quello della botticella rispettivamente precedente, per compensare il prelievo del prodotto finito e il calo annuale dovuto all’evaporazione.

Queste operazioni richiedono competenza ed oculatezza nel rispetto dello stato evolutivo del prodotto, per assicurarne l’ottimale sviluppo nei secoli a venire.

L’Aceto Balsamico Tradizionale di Modena ha ottenuto la protezione DOC nel 1986 (L.93 del 03/04/86) ed è stato riconosciuto Aceto Balsamico Tradizionale di Modena DOP dalla Comunità Europea il 17/04/2000.

Prima di essere imbottigliato l’Aceto Balsamico è sottoposto ai controlli del Consorzio Tutela Aceto Balsamico Tradizionale di Modena, dove una commissione di esperti assaggiatori, effettua una valutazione alla cieca, compilando l'apposita scheda riguardante le caratteristiche organolettiche del prodotto. Se il prodotto viene ritenuto idoneo sarà imbottigliato dal Consorzio, in bottiglia unica di legge e verrà apposto il sigillo di garanzia numerato.

Consigliamo ulteriori approfondimenti relativi ai livelli qualitativi dell'Aceto Balsamico Tradizionale di Modena.

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